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01.2014 - Il modello di FSEr veneto analizzato nel rapporto OASI 2013 di CERGAS Bocconi

E' stato pubblicato lo scorso 20 gennaio il "Rapporto OASI 2013", Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario italiano che, per la prima volta, vede gli esperti di CERGAS Bocconi descrivere il modello di Fascicolo Sanitario Elettronico del Veneto, mettendolo a confronto con quelli sviluppati da Lombardia e Emilia Romagna.

Il "Rapporto OASI" è una delle più autorevoli fonti a livello nazionale per quanto concerne i dati statistici, economici ed organizzativi relativi al sistema sanitario italiano. Si tratta di un osservatorio redatto da CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale) dell'Università Bocconi di Milano che viene pubblicato ogni anno, offrendo uno spaccato della realtà sociosanitaria nazionale, contestualizzato e corredato da un enorme mole di dati.

Nell'ultima edizione un capitolo, il tredicesimo, viene dedicato ad affrontare il tema del Fascicolo Sanitario Elettronico, illustrando i modelli di implementazione e offrendo raccomandazioni per l'adozione. Si parte da una descrizione dello scenario internazionale per calarsi poi nel contesto nazionale con un'analisi riassunta in uno schema che riporta il livello di realizzazione del fascicolo in tutte le regioni italiane. Al termine del capitolo sono state selezionate tre regioni di riferimento per analizzare i vari modelli di Fascicolo. Si tratta di Lombardia ed Emilia Romagna, che sono le due realtà nelle quali l'infrastruttura fascicolo esiste già, e, per la prima volta, del Veneto dove il progetto FSEr è stato avviato nel 2012. "La scelta – si legge nel rapporto - è dovuta da un lato all'elevato grado di innovatività presente da sempre nel sistema sanitario veneto, dall'altro ad un modello di implementazione che parte da progettualità sviluppate da singole aziende e da esigenze di collaborazione e condivisione dei dati nate dal basso e che trovano nel livello regionale accordo e collaborazione". Data tale premessa, le autrici – Maria Cucciniello, Claudia Guerrazzi e Greta Nasi – prima analizzano e poi mettono a confronto i tre modelli, evidenziandone le principali caratteristiche. Ne emerge che il Veneto, pur essendo partito più tardi e a differenza di Lombardia ed Emilia Romagna, sta mettendo in atto, attraverso il supporto di Arsenàl.IT, un modello bottom-up, che parte dal basso valorizzando le progettualità esistenti, agendo sulla necessità di interoperabilità tecnico-informatiche tra aziende sanitarie e creando un sistema di networking del tutto inedito. Un modello decentrato che presenta il vantaggio e l'innovatività di attrarre finanziamenti locali ed internazionali attraverso un sistema di fund raising, aspetto che in tempo di ristrettezze economiche per il sistema pubblico risulta particolarmente rilevante. Per tutte queste ragioni le autrici sottolineano la replicabilità del modello veneto in particolare circa la capacità di attrarre risorse, resa possibile proprio dalla gestione affidata al Consorzio, quale espressione volontaria di tutte le aziende ulss e ospedaliere della regione.

Il "Rapporto OASI 2013" è disponibile, previo accreditamento, dal sito di CERGAS. Per leggere il capitolo 13 "Fascicolo Sanitario Elettronico: modelli di implementazione e raccomandazioni per l'adozione" basta scaricarlo qui sotto.

Scarica il rapporto CERGAS Bocconi 2013.