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12.2012 - Intervista a Silvia Mancin, project manager di RENEWING HEALTH

Molto interesse inizia a suscitare l'evoluzione del progetto RENEWING HEALTH che, dopo avere ricevuto alcuni riconoscimenti a livello nazionale, è oggetto di attenzione da parte dei media. Di seguito vi proponiamo una intervista rilasciata dall'ing. Silvia Mancin, project manager di Arsenàl.IT alla rivista online eGov della casa editrice Maggioli di Bologna. Ve ne proponiamo un estratto, per dimostrare quali siano gli aspetti che maggiormente interessano anche i non addetti ai lavori, che vogliono conoscere come funziona e quali risultati potrebbe raggiungere un progetto di studio sull'eHealth a carattere sovranazionale.

Come funziona RENEWING HEALTH e com'è nato il progetto?

Il progetto nasce da un'opportunità offerta dalla Commissione Europea di valutare i servizi di telemedicina realizzati per il monitoraggio remoto di pazienti affetti da patologie croniche. La sfida è stata raccolta da un consorzio di nove regioni europee, tra le quali la Regione del Veneto. Nasce così RENEWING HEALTH, iniziativa che ha permesso l'avvio di uno studio dei sistemi di telemonitoraggio erogati in nove diversi paesi europei per assistere al proprio domicilio pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva, scompenso cardiaco e diabete. In particolare il servizio erogato ai cittadini veneti integra in un'unica soluzione il servizio di teleassistenza (telecontrollo e telesoccorso) e il servizio di telemonitoraggio. Grazie a quest'ultimo i dati misurati dal paziente a casa propria vengono inviati alla centrale regionale che li monitora costantemente. In caso di parametri fuori dal range di normalità la centrale avvisa tempestivamente il medico specialista o medico di medicina generale di riferimento per quel paziente. L'obiettivo del progetto è valutare, secondo una rigida metodologia HTA, tali sistemi per validarli e diffonderli su larga scala.

Quanti sono i pazienti monitorati?

In Europa i pazienti arruolati sono oltre 7.100. In Veneto i pazienti, di 9 differenti aziende sociosanitarie e ospedaliere, che aderiscono al programma sono circa 3.300, suddivisi in gruppi (cluster) in base alla patologia dalla quale sono affetti. Il gruppo più numeroso è quello del Cluster 8 dove sono raccolti 2.080 portatori di dispositivi impiantabili monitorati da remoto. Il Cluster 2 è composto da 297 ultrasessantacinquenni affetti da diabete di tipo 2, mentre nel Cluster 5 sono state individuate 439 persone di età superiore ai 65 anni affette da BPCO grave e 339 nel Cluster 7 dove confluiscono anziani affetti da scompenso cardiaco che abbiano subìto di recente un ricovero ospedaliero. Infine, nel Cluster 10 sono stati arruolati 154 pazienti multipatologici e fragili, affetti da almeno una delle tre patologie citate e da almeno un'altra patologia aggiuntiva e con una bassa autonomia nello svolgimento delle attività giornaliere.

Come sono cambiate le dinamiche interne all'organizzazione delle aziende sanitarie nel momento in cui avete avviato questo progetto di telemedicina? Quale è stata la risposta e l'impatto sul personale medico sanitario e quindi l'impatto clinico?

Premetto che si tratta di aspetti oggetto di studio, che quindi sarà possibile valutare in maniera appropriata solo al termine di progetto. In ogni caso, per quattro dei cinque Cluster sopracitati la soluzione adottata dal Veneto utilizza come base di partenza il servizio di teleassistenza che è un servizio sociale attivo da oltre vent'anni al quale sono collegati oggi oltre 26.000 cittadini veneti. Si tratta di un servizio attivo tutti i giorni 24 ore su 24 per rilevare eventuali casi di emergenza che si verificano in casa di persone anziane o affette da determinate patologie. A questo è stato aggiunto il telemonitoraggio, servizio che consente al medico di tenere costantemente sotto controllo le condizioni di salute dei pazienti grazie al continuo monitoraggio dei parametri considerati critici legati alla specifica patologia. I pazienti telemonitorati sono stati dotati di strumenti di misurazione in grado di inviare in tempo reale alla struttura ospedaliera o MMG informazioni circa lo stato di salute. Per far questo, i dispositivi medici inviano i dati ad un gateway che registra e trasmette i dati alla centrale. L'integrazione dei due servizi garantisce la completa gestione del paziente direttamente a domicilio, andando incontro ai suoi bisogni e permettendo la continuità delle cure mediche anche al di fuori delle strutture ospedaliere. Gli operatori della centrale sono molto professionali e sono riusciti a costruire un rapporto personalizzato con i pazienti, ciascuno dei quali è seguito individualmente da un singolo operatore.Per quanto riguarda l'impatto sulle strutture organizzative e sui clinici, l'avvio del progetto non è stato semplice. Abbiamo incontrato una resistenza iniziale, ma dopo la messa a regime delle attività l'atteggiamento è cambiato. La presenza costante del team di Arsenàl.IT accanto ai professionisti clinici ha garantito la condivisione degli obiettivi progettuali. I medici hanno come mission migliorare le condizioni di salute dei loro pazienti. Grazie all'introduzione del telemonitoraggio stanno pian piano comprendendo quale occasione offra in questo progetto e come questi servizi possano migliorare il loro lavoro e le condizioni di vita dei loro pazienti.

Qual è la percezione dei pazienti seguiti attraverso questo servizio di telemedicina e telemonitoraggio? Ci sono state delle problematiche?

Una problematica è derivata da quei pazienti che si sentivano bene pur essendo affetti dalle patologie croniche oggetto di studio e che quindi non hanno percepito il valore aggiunto dell'esperienza proposta. Al momento si tratta comunque di una percentuale minima rispetto al totale. Quanti invece hanno deciso di aderire al programma sono molto contenti di farlo come molti testimoniano (vedi intervista). Questo risultato è riscontrabile tramite sia gli ottimi risultati ottenuti fino ad ora grazie ad un questionario somministrato per testare il grado di soddisfazione dei pazienti sia dai feedback molto positivi che i pazienti stessi danno ai propri medici.

Quali vantaggi ha comportato, a livello di organizzazione interna e di servizi al cittadino, l'avvio di RENEWING HEALTH?

I vantaggi garantiti dall'introduzione del telemonitoraggio sono oggetto di studio del progetto quindi, attualmente, non siamo ancora in grado di delineare tutti gli effetti positivi che produrrà ed i conseguenti scenari ipotizzabili. I dati saranno disponibili dopo con la chiusura del progetto prevista a fine 2013. Questo in particolare per ciò che concerne le ricadute a livello organizzativo sulle aziende sanitarie ed ospedaliere coinvolte e sui medici di medicina generale. Dentro lo studio è prevista una valutazione del task shifting delle figure professionali conseguente all'introduzione del servizio, da questo sarà possibile trarre dati oggettivi sull'impatto di RENEWING HEALTH. Potremo capire quali funzioni rimangono in capo ai medici e quali invece possono diventare competenza di altre figure professionali.In questo momento possiamo affermare che dal punto di vista dei pazienti/cittadini il servizio permette ai malati cronici di essere seguiti h24, monitorati continuamente grazie ad un sistema di rilevamento dei dati che consente di intervenire quando necessario.

RENEWING HEALTH vede la compartecipazione di diverse istituzioni e realtà, non soltanto italiane ma addirittura a livello europeo: che differenza può fare oggi il riuscire a lavorare in gruppo su un progetto comune? Pensate che questa sia la strada vincente?

Il valore aggiunto di una partnership europea sta nell'effettivo scambio di conoscenze ed esperienze tra diverse istituzioni di Paesi accomunati dalla condivisione degli stessi obiettivi. Attraverso il confronto è possibile avere una visuale più ampia, conoscere soluzioni innovative a problemi che spesso sono comuni e identificare best practice replicabili in altri contesti. Rispetto a queste considerazioni valide a livello generale, RENEWING HEALTH è un esempio di collaborazione e condivisione effettiva ed efficace tra partner. Uno dei risultati di questa condivisione e collaborazione è stato sicuramente quello di adottare la metodologia di valutazione MAST (Model for ASsessment of Telemedicine). E' la prima volta che nove diversi paesi adottano una stessa metodologia di valutazione HTA per valutare sistemi di telemonitoraggio. Nel progetto esiste un ulteriore livello di interazione grazie all'istituzione di due tavoli tecnici: lo User Advisory Board, che riunisce clinici, managers sanitari e pazienti, e l'Industrial Advisory Board che raccoglie i produttori, esperti di PHS e di standard.